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Testo Introduttivo

I metodi di “Apprendimento Cooperativo” aiutano

gli insegnanti a soddisfare diverse esigenze didattiche

Che cos’è l’apprendimento cooperativo?

L’apprendimento cooperativo (CL) non è solamente un metodo didattico, è una filosofia personale . Propone un modo di trattare le persone in qualsiasi situazione di gruppo rispettando e valorizzando le capacità e il contributo dei singoli componenti del gruppo. Il concetto di fondo si basa sulla creazione del consenso tramite la cooperazione di tutti quanti fanno parte del gruppo, invece di vederli competere l’uno contro l’altro per primeggiare. Chi pratica il CL mette in pratica questa filosofia in classe, nelle riunioni di comitato, e, in generale, come metodo di vivere e trattare con gli altri (Panitz 1997).

Dal punto di vista pedagogico, il CL abbraccia l’intero spettro delle attività di apprendimento in cui gruppi di studenti lavorano insieme, sia in aula che fuori. Può essere semplice e informale come nel caso del lavoro in coppia secondo la strategia “Think-Pair-Share” (Pensare/Abbinare/Condividere ), in cui gli studenti esaminano un problema individualmente, quindi discutono le proprie idee con un altro studente per arrivare ad una conclusione comune, e infine comunicano il risultato a tutta la classe, oppure può essere un processo di apprendimento più formale e strutturato, come l’apprendimento cooperativo definito da Johnson e Johnson (Johnson, Johnson & Holubec 1990).

Fogarty e Bellanca (1992) sottolineano le reazioni degli insegnanti che hanno messo in pratica i modelli di apprendimento cooperativo quando affermano, "In modo sorprendente e quasi senza margine di errore, una volta che la svolta filosofica abbia avuto inizio, quando gli insegnanti hanno cominciato a mettere in pratica i metodi di interazione dell’apprendimento cooperativo, la motivazione degli studenti risulta così forte e lampante che gli insegnanti si sentono incoraggiati a sperimentare ancora. L’entusiasmo cresce, sia tra gli insegnanti che tra gli studenti, e in men che non si dica la “nuova didattica” diventa la norma. A questo punto, la novità del modello non è più un problema. Si tratta solo di scegliere i modelli interattivi più adatti in funzione delle lezioni da svolgere; scegliere la formula in cui l’attenzione si incentra sul discente, non sul docente". (p84)

Proseguono col dire che “ L’insegnante capace introduce nuovi modelli interattivi progressivamente nel corso del tempo. Man mano che gli studenti diventano più esperti nel rapportarsi agli altri, i modelli sono scelti unicamente in funzione dell’idoneità rispetto all’obiettivo. Inizialmente , tuttavia, i modelli sono inseriti nelle lezioni con gradualità, per consentire agli studenti di familiarizzarsi con le diverse forme di interazione e ottenere il loro coinvolgimento attivo nelle situazioni di apprendimento”. (p. 86)


Priorità della Didattica Italiana

Come l’Apprendimento Cooperativo può facilitare il raggiungimento di tali priorità.

Le scuole hanno bisogno di sviluppare nuovi modelli di apprendimento che consentano agli studenti di aver successo

I paradigmi dell’apprendimento cooperativo rappresentano una filosofia di vita, non soltanto una strategia per l’apprendimento. Tale filosofia afferma che ogni volta che le persone si riuniscono in gruppo i loro obiettivi possono essere soddisfatti più facilmente se lavorano insieme, in collaborazione, invece di competere l’uno con l’altro nell’affrontare i problemi. L’apprendimento cooperativo è l’espressione delle filosofie delle comunità dei docenti. (Hertz-Lazarowitz 1992)

I modelli didattici tradizionali prevedono l’impegno individuale degli studenti e prove competitive per valutare il profitto e creare gerarchie di merito espresse sotto forma di voti. Secondo questa impostazione il profitto è l’obiettivo che rappresenta l’esito atteso dell’esperienza educativa. Con il metodo CL, l’attenzione si sposta sul processo di apprendimento e sulle capacità del singolo di operare individualmente e in gruppo, ma non necessariamente in senso competitivo. L’alto livello di interazione e interdipendenza che si viene a creare tra i membri del gruppo pone come obiettivo primario l’apprendimento, il che, ovviamente, favorirà anche il raggiungimento del profitto. Il sistema CL mette al centro lo studente, invece dell’insegnante , e ciò comporta una maggiore attenzione sull’obiettivo dell’apprendimento. Il sistema CL incoraggia gli insegnanti ad usare tecniche di valutazione alternative, invece delle prove competitive.

Il sistema CL imposta il lavoro di insegnamento a partire da una filosofia incentrata sugli studenti, invogliandoli ad assumersi la responsabilità dei propri studi, stimolando il coinvolgimento di tutti i componenti della classe e incoraggiandoli a collaborare in lavori di gruppo anche all’esterno della classe. L’insegnante diventa una risorsa, un facilitatore, non un semplice esperto. Non è un ruolo passivo. Il metodo CL richiede un notevole lavoro di programmazione e preparazione da parte degli insegnanti per mettere a punto le attività che serviranno a guidare lo studente durante l’intero corso di studi. Il risultato consiste nel cominciare ad innalzare gli studenti al livello dell’insegnante, dando loro fiducia nelle proprie capacità di imparare e di capire autonomamente. (Felder 1997).

Gli studenti devono avere la possibilità di acquisire le capacità di socializzazione necessarie per la vita

L’apprendimento cooperativo sfrutta le esperienze sociali degli studenti per incoraggiare il loro coinvolgimento nel processo di apprendimento. Gli esercizi di riscaldamento e le attività di potenziamento dei gruppi condotte durante tutto il corso costruiscono un supporto sociale. L’insegnante svolge un ruolo molto attivo nel facilitare il processo e nell’interagire con ogni singolo studente. Lo staff amministrativo, il personale della scuola e i genitori stessi entrano a far parte del processo di collaborazione, realizzando in tal modo molte possibilità di sostegno per quei ragazzi che dovessero trovarsi in difficoltà a causa di influenze esterne alla classe, ad esempio per problemi finanziari, emotivi, di famiglia, ecc. (Kessler e McCleod 1985)

Gli studenti hanno bisogno di opportunità per imparare a gestire le proprie emozioni

Gli studenti che usano i metodi di apprendimento cooperativo sono incoraggiati ad interrogarsi reciprocamente, a discutere le questioni, a confrontarsi con i compagni e a capire come questi ultimi affrontano le questioni e cercano di risolvere i problemi . Ciò permette lo sviluppo di una comprensione molto più profonda delle differenze individuali e culturali (Yager 1985b). Lavorando in un ambiente favorevole, dove si insegnano le capacità di analisi di gruppo, gli studenti saranno molto più disposti ad accettare approcci diversi dal proprio di quanto non lo sarebbero lavorando in un ambiente competitivo, secondo modalità non interattive, dove il lavoro del singolo è valorizzato a scapito del lavoro di squadra (Johnson 1974a, 1975b). Inoltre, gli studenti sperimentano un gran numero di metodologie con questo sistema, rispetto ai metodi usati dall’insegnante che tiene lezioni cattedratiche.

Il sistema CL aiuta i gruppi maggioritari e minoritari (gruppi etnici differenti, uomini e donne, studenti tradizionali e non (Felder 1997, Johnson e Johnson 1972) ) a lavorare insieme all’interno della classe. Le ricerche effettuate sugli effetti dell’apprendimento cooperativo tra studenti di differenti origini razziali o etniche hanno dimostrato che il metodo comporta molti vantaggi (Slavin 1980). Gli studenti sono coinvolti attivamente nel ragionare sui problemi e nell’interagire gli uni con gli altri, e lo fanno regolarmente e in modo guidato; di conseguenza sono in grado di capire le reciproche differenze e imparano a risolvere i problemi sociali che possono insorgere (Johnson e Johnson 1985b). Insegnare agli studenti a risolvere i conflitti è una delle componenti primarie della formazione CL (Aronson 1978; Slavin 1991).

Le scuole devono far sì che gli studenti si sentano responsabili in prima persona del proprio apprendimento

(Baird & White 1984) L’interazione finalizzata alla promozione, uno dei principi fondanti dell’apprendimento cooperativo, rende gli studenti più responsabili, nei confronti di se stessi e degli altri componenti del gruppo, insegnando loro a fare affidamento sulle capacità di ciascuno, mediante un sistema di valutazione che risulta premiante, sia per i singoli che per il gruppo. Gli studenti si aiutano vicendevolmente e assumono diversi ruoli nell’ambito dei gruppi (per es., lettore, segretario, addetto ai tempi, ecc.). Lo sviluppo dei procedimenti seguiti dal gruppo mette l’accento sul coinvolgimento degli studenti. Dare fiducia agli studenti produce un ambiente che favorisce la loro maturazione e l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’apprendimento. L’insegnante diventa un facilitatore, più che un direttore, e lo studente impara a partecipare attivamente, invece di seguire passivamente.

Gli studenti hanno bisogno di un ambiente in grado di favorire l’apprendimento attivo, la partecipazione, la curiosità.


L’idea di fondo dell’apprendimento cooperativo consiste nell’ottenere il coinvolgimento attivo degli studenti nel processo di apprendimento . Ogniqualvolta due o più studenti cercano di risolvere un problema o di rispondere ad una domanda, essi entrano in un processo di apprendimento motivato dalla voglia di conoscere. Interagiscono l’uno con l’altro, condividono idee e nozioni, cercano nuovi dati, prendono decisioni sui risultati delle loro scelte e presentano i risultati all’intera classe. Possono dare o ricevere assistenza dai compagni. Hanno la possibilità di contribuire a strutturare il lavoro della classe formulando suggerimenti sul tipo di lezione e sulle procedure da adottare. E’ un livello di responsabilizzazione che non sarebbe possibile conseguire con le lezioni cattedratiche e nemmeno con un dibattito tenuto da tutta la classe sotto la guida del docente.

Si devono insegnare strategie alternative di risoluzione dei conflitti

Le ricerche hanno evidenziato che il sistema CL riduce il livello di violenza in qualsiasi ambiente. Sebbene il metodo CL sia citato negli studi sull’aggressività, non si fa abbastanza per promuoverlo, in quanto questo metodo, nella sua forma pura, non coercitiva, è in grado di eliminare la paura e il rancore, di esaltare valori quali l’onore, l’amicizia, la qualità, il consenso. La procedura è anch’essa importante, tanto quanto i contenuti e gli obiettivi. Il sistema CL richiede tempo, moltissimo tempo, e richiede facilitatori che abbiano completato un iter personale che li renda capaci di condividere il potere, mettersi al servizio dei discenti, favorire l’apprendimento naturale; persone che applichino il metodo CL con gioia. La costruzione di un senso di appartenenza rappresenta una minaccia agli occhi di coloro che sono legati al paradigma del controllo.

Sherman (1991) fa la seguente osservazione dal punto di vista psicologico: "Buona parte dei testi di psicologia sociale parlano diffusamente dei conflitti istigati dalla competizione tra singoli o tra gruppi di persone, e della soluzione e/o riduzione dei conflitti tramite l’uso di tecniche cooperative. Gli studiosi di psicologia sociale che si occupano di rapporti intergruppo cominciano a riconoscere le applicazioni e l’efficacia dell’apprendimento cooperativo (Messick e Mackie, 1989). Quasi tutti i moderni libri di testo di carattere introduttivo sulla psicologia dell’insegnamento (Dembo, 1994; Good e Brophy, 1990; Slavin, 1991; Glover e Bruning, 1990) trattano diffusamente della pedagogia cooperativa e della sua efficacia nel migliorare i rapporti razziali, l’autostima, l’autocontrollo e il profitto negli studi."

Le scuole devono cercare di innalzare i livelli di profitto.

Gli effetti positivi dell’apprendimento cooperativo sui livelli di profitto sono stati studiati e confermati, in molti paesi, relativamente a tutte le materie principali, a tutti i livelli di istruzione e a tutti i tipi di scuola. La domanda che si deve porre è il perché di tali effetti favorevoli.

Quando gli studenti lavorano in gruppi e si esprimono oralmente, si hanno tre effetti benefici. In primo luogo, gli studenti più bravi dimostrano come si possa affrontare un problema correttamente, analizzare il materiale, formulare argomentazioni e giustificare le proprie ipotesi. Rispondendo alle domande dei compagni, tali studenti si rendono conto del tipo di ragionamento seguito. In secondo luogo, invece di un individuo che analizza un problema in piccoli passi, isolato, un gruppo è spesso in grado di vedere un problema in una prospettiva più ampia e di prendere in considerazione un maggior numero di fattori e di possibili soluzioni, rispetto a quanto potrebbe fare una persona singola. Terzo, discutendo i vari aspetti della soluzione del problema e interrogando gli studenti più capaci, i novizi del gruppo possono partecipare alla soluzione del problema e col tempo imparare a risolvere il problema senza l’aiuto dei compagni. Nelson LeGall nota che: "Grazie all’incoraggiamento del gruppo a sperimentare un approccio nuovo, più attivo, e tramite il supporto sociale e il riconoscimento del gruppo per i tentativi riusciti, anche parzialmente, i singoli componenti del gruppo cominciano a ritenersi capaci di elaborare un’interpretazione". (LeGall 1992 p63)

Le scuole devono mettere l’accento sulla qualità per garantire il successo

Un altro vantaggio del sistema CL è la forte analogia con il modello TQM. In tale approccio, la prima considerazione è imparare a collaborare per arrivare alla risposta migliore possibile o al sistema migliore di affrontare un problema. La chiave sta nell’aiutare i discenti a distinguere tra il dialogo e la discussione. Mentre il dialogo ricerca le migliori informazioni, la discussione tende a stabilire “chi” piuttosto che “che cosa”. Troppo spesso, gli studenti entrano sul mercato del lavoro dopodiché devono imparare come lavorare insieme.

Scuole e insegnanti devono aiutare gli studenti con i livelli di rendimento più bassi

"Negli studi sul lavoro di classe collaborativo, Swing e Peterson (1982) trovarono che gli studenti con livelli di rendimento scolastico bassi traevano maggior profitto dalla partecipazione a gruppi di composizione eterogenea, dal punto di vista del rendimento, rispetto alla partecipazione a gruppi omogenei di basso livello. Hooper e Hannafin (1988) hanno riferito che gli studenti di terza media con difficoltà in matematica miglioravano lavorando con studenti più bravi su sessioni post-test che prevedevano domande sulle nozioni teoriche, la relativa applicazione e la soluzione dei problemi.

Vygotsky (1978) ha osservato che gli studenti riuscivano a risolvere certi problemi lavorando in gruppo, prima di riuscire a risolvere quegli stessi problemi lavorando individualmente. Ipotizzò che l’interazione sociale accrescesse la zona di sviluppo prossimale dello studente, la differenza tra l’attuale livello di comprensione e la capacità potenziale di capire concetti più difficili. L’opportunità di lavorare con persone più esperte consente agli studenti di migliorare la propria capacità di soluzione dei problemi. Quindi, quando gli studenti lavorano in gruppo, gli studenti più capaci possono guidare i meno bravi nella giusta direzione per afferrare nuovi concetti.

Le scuole devono contribuire a risolvere il problema della disuguaglianza sociale.

L’apprendimento cooperativo è ormai una strategia didattica riconosciuta come metodo valido per promuove l’apprendimento e la riuscita negli studi, in tutte le materie (Cohen, 1994). E’ stato usato con successo per favorire la riuscita negli studi nella scrittura collaborativa (Dale, 1995; Zammuner, 1995), nella soluzione di problemi matematici (Webb e Farivar, 1994), nella comprensione di testi scritti (Stevens e Slavin, 1995a) e nella capacità di comprensione di concetti scientifici (Lazarowitz e Karsenty, 1990). Nella sfera affettiva, promuove la socializzazione e interazioni positive tra gli studenti (Jordan e Le Metais, 1997; Shachar e Sharan, 1994) e una maggiore propensione ad apprendere (Fox, 1989; Sharan e Shaulov, 1990). Inoltre, l’apprendimento cooperativo ha un’influenza favorevole sull’accettazione sociale dei bambini disabili da parte dei compagni non disabili (Madden e Slavin, 1983; Slavin, Madden, e Leavey, 1984). Inoltre favorisce le interazioni in piccoli gruppi e le capacità di imparare tra gli studenti affetti da autismo e ritardi di sviluppo (Kamps, Dugan, Leonard e Daoust, 1994).

L’istruzione dovrebbe contribuire a formare i cittadini di una società democratica.

L’apprendimento cooperativo aiuta i componenti delle maggioranze e delle minoranze di una stessa classe a lavorare insieme (gruppi etnici diversi, uomini e donne, studenti tradizionali e non (Felder 1997, Johnson e Johnson 1972)). Le ricerche sugli effetti conseguiti con il metodo dell’apprendimento cooperativo tra studenti di diverse origini etniche o razziali hanno dimostrato i molti vantaggi offerti dal metodo (Slavin 1980). Gli studenti sono coinvolti attivamente nell’analisi dei problemi e possono interagire regolarmente, in modo guidato; di conseguenza, riescono a capire le reciproche differenze e imparano a risolvere i problemi sociali che possono insorgere. (Johnson e Johnson 1985b).

Come risultato finale, la scuola dovrebbe produrre “Persone in grado di trovare lavoro ."


Se si chiede ai datori di lavoro quali siano le qualità più richieste dai moderni posti di lavoro, vi risponderanno spesso il lavoro di gruppo - la capacità di collaborare e comunicare con gli altri in funzione di un obiettivo comune. Come osserva Brown:

“Le capacità necessarie per il lavoro di gruppo, comprese le comunicazioni interpersonali, la capacità di negoziare, il lavoro di squadra, sono essenziali negli odierni ambienti eterogenei della scuola e del lavoro.” (2001, p. 1)

Sfortunatamente, la scuola di oggi spesso mette l’accento sulla competizione e sul profitto individuale, a scapito della collaborazione e del successo di gruppo. L’apprendimento cooperativo, una strategia che si è andata affermando sin dagli anni Settanta, offre un metodo in grado non soltanto di migliorare il rendimento scolastico degli studenti, ma anche capace di dare loro la possibilità di sviluppare le capacità necessarie per il lavoro di gruppo. Attivando i gruppi di apprendimento cooperativo per alcune attività di studio, gli insegnanti possono aiutare gli studenti a sviluppare la capacità di risolvere i problemi e le capacità sociali di cui avranno bisogno per lavorare con gli altri in aree quali le comunicazioni, la leadership, i processi decisionali.

L’obiettivo primario dell’apprendimento cooperativo consiste nel coinvolgere attivamente gli studenti nel processo di apprendimento. Ogniqualvolta due o più studenti cercano di risolvere un problema o di rispondere ad una domanda, essi intraprendono un processo di apprendimento motivato. Interagiscono gli uni con gli altri, mettono in comune le idee e le informazioni, prendono decisioni sui risultati delle loro scelte e presentano i risultati all’intera classe. (Slavin 1990)

Fonte: Comunicazione alla stampa di Pisa, Italia, OECD, Parigi, 4 dicembre 2001

 
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